Prototipo portafogli hacker

Ora, non immaginatevi un portafogli che mangia libri di cibernetica e insalate di matematica. Questa e’ solo la storia di come da un paio di giorni mi sono fissato sui portafogli fai-da-te, realizzando il mio primo prototipo funzionante.

No, sospettoso lettore, non e’ un bait-click. Il termine hacker si accosta molto bene a gente che passa le giornate appresso a cose informatiche e geniali; in realta’ basta solo il geniale a classificare la cosa come hack.

MA, non e’ questo il posto per parlare di hack e hacker e chi legge avra’ gia’ capito che posso dilungarmi molto prima di giungere al punto. Considerate tutto questo una sorta di disclaimer per l’articolo che - forse - vi apprestate a leggere.

premessa

Il mio portafogli inizia a subire i segni del tempo. Non che vi sia particolarmente affezionato. E’ abbastanza anonimo.

Navigando qua e la’ alla ricerca di idee, mi sono imbattuto in questi mitici Mighty Wallet, realizzati in Tyvek.

Cosa saranno mai!? E perche’ i fan sono addirittura orgogliosi di possederli?? Continuo la mia indagine e scopro che questi portafogli hanno delle caratteristiche molto carine:

  • sottili e flessibili pur essendo resistenti
  • impermeabili
  • colorati e pieni di personalita’

E allora ho deciso: ne voglio uno!

Piccolo problema: le dimensioni troppo ridotte per contenere carta d’identita’ e la patente cartacea (vecchia scuola). Gli americani hanno gia’ le id-card, noi no.

Indago ancora e scopro che esiste addirittura un modo per creare questa tipologia di portafogli! E alloraaaa..

Tyvek

Wikipedia

Il Tyvek e’ un materiale molto bello!

Tyvek è un tessuto non tessuto creato e brevettato dalla DuPont che ne ha registrato anche il marchio. È un materiale sintetico simile alla carta, difficile da strappare ma facilmente tagliabile con forbici o coltello. È composto anche da fibre di polietilene ad alta densità (HDPE).

Di aspetto simile alla carta, il tyvek in realtà è antistrappo, resistente a molti acidi e basi, traspirante ma impermeabile all’acqua, non tossico e riciclabile.

Utilizzi notevoli:

  • Braccialetti di controllo accessi
  • Abbigliamento monouso
  • Imballaggi industriali
  • Buste protettive
  • Accessori di moda (portafogli!!)
  • Banconote (vedi banconote in polimero)

Problema

Mentre negli U.S.A. sembra molto facile da reperire, dissacrando ad esempio le buste della posta nazionale (pare sia un reato!! sti americani.. vendono pistole nel minibar ma prendono molto seriamente la loro corrispondenza), le cose sono differenti in Italia.

Non sono riuscito a rubacchiare/riciclare sto materiale da nessuna parte, quindi l’ho ordinato su Amazon. Al momento sto aspettando la consegna. Vi sapro’ dire di piu’ nei prossimi giorni.

Workaround

In quanto impaziente, ho voluto realizzare un prototipo utilizzando i materiali di facile reperibilita’: banali fogli, plastificati successivamente.

Costo? Un paio di euro?!

Per non irrigidire troppo il foglio ho deciso di plastificare solo la facciata contenente il disegno, che e’ quella che subira’ il maggiore carico di stress.

Schema

Seguendo le istruzioni dei tutorial su youtube mi son fatto un’idea e ho prodotto uno schema con le misure adeguate alle mie esigenze.

Potete scaricare i file (SVG e/o PDF) da QUI

Il programma che ho utilizzato per manipolare file SVG si chiama Inkscape, free-software scaricabile gratuitamente

Ho utilizzato lo schema per posizionare degli schizzi stilizzati di alcuni luoghi di Catania, la mia citta’. In rosso i commenti (non devono essere stampati), in viola le linee guida (meglio non stamparle).

esempio

primo step: stampa, plastificazione e ritaglio

Ecco come appare il foglio, dopo aver stampato le nostre immagini personalizzate, plastificato il tutto e, infine, dopo aver rifilato le parti in eccesso secondo lo schema

foglio stampato e plastificato in superficie

Notare che ho preferito eliminare i bordi esterni, presenti nello schema, in quanto ho deciso di utilizzare del banale adesivo per fissare gli scomparti del portafogli. Grave errore, col senno del poi ho scoperto chele alette sono utili oltre che per dare solidita’ alla struttura anche per garantire un certo grado di flessibilita’ a fronte di grossi carichi all’interno del portafogli.

secondo step: piega, incolla e lascia che la magia prenda forma

Piegare in due il foglio, piegare ulteriormente in due, etc. etc.. I videotutorial di youtube sono molto ben fatti.

….. Passiamo avanti. …..

Ecco il risultato finale! La scelta del foglio plastificato solo da una parte ha permesso di mantenere una flessibilita’ dignitosa, pur mantenendo la struttura molto solida e resistente agli agenti esterni.

foglio stampato e plastificato in superficie foglio stampato e plastificato in superficie

Considerazioni finali

Qui potete vedere la differenza in spessore tra il ortafogli fai-da-te pieno e il portafogli tradizionale vuoto. foglio stampato e plastificato in superficie

Qui possiamo vedere la differenza, in dimensioni bidimensionali, tra un modello (in giallo) pensato per contenere solo banconote e tessere ed uno piu’ grande di contenere i documenti italiani (documento di identita’ e patente).

Possibilmente, in un prossimo futuro, se e’ vero che l’Italia sta sostituendo il documento cartaceo con una tessera elettronica, potremo ridurre le dimensioni dei nostri portafogli! foglio stampato e plastificato in superficie

In giro per la Rete ho trovato altri schemi molto interessanti da provare, incluso quello originale diffuso da colui che vende i Migthy Wallet. Aggiungendo la possibilita’ di stampare/disegnare/colorare i propri prodotti: le possibilita’ diventano infinite!

A voi!


Related Posts


Comments